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| Nata all’inizio degli anni Settanta, l’Associazione Trentina di Scienze Umane promuove da allora iniziative di alto profilo culturale. Concomitante alla nascita dell’Associazione è la creazione nel 1972 della rivista filosofica Verifiche. La pubblicazione, fin dalle prime annate, si segnala nel panorama accademico italiano per il rigore scientifico, a cui hanno contribuito gli interventi di molti dei maggiori filosofi italiani e internazionali. Nel tempo, essa diventa un punto di riferimento per la ricerca filosofica italiana, oltre che voce autorevole per gli studi sull’idealismo tedesco. Accanto alla rivista, Verifiche ha dato vita a due collane di monografie di grande impegno: le Pubblicazioni, saggi di filosofia e più in generale di scienze umane; e i Quaderni, traduzioni di testi filosofici, come le uniche edizioni italiane della “Logica e metafisica di Jena” e dell’“Enciclopedia” del 1817 di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, o ancora la prima stampa di “Hegel e i greci” di Martin Heidegger. | |||||||||||
| Verifiche -
Rivista di scienze umane c.p. 269 - 38100 Trento (Italy) |
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c.c. postale: 16677387 Coord. bancarie: Unicredit Banca c.c. 5564831 abi 2008 - cab 35090 swift unicr i t2b IBAN: IT36I0200835090000005564831 p. iva: 00395600224 ISSN 0391-4186 |
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Paolo Livieri Il pensiero dell’oggetto. Il problema dell’oggettività nella Scienza della Logica di Hegel 224 pagine - isbn 978-88-8828-648-8 Euro 22,00 Per Hegel il pensiero puro raggiunge l’oggettività quando la logica porta a compimento la giustificazione delle determinazioni del concetto. Nella Scienza della logica ciò viene introdotto dal sillogismo, ma viene dispiegato solamente dopo che il pensiero ha superato anche quell’ultima espressione della soggettività. In una sezione dedicata propriamente all’oggettività Hegel mostra il superamento di una mediazione costruita a partire dalle tradizionali strutture della logica soggettiva, e il dispiegamento di nuove forme di pensiero che consentono l’accesso all’assoluto. In questo volume lo studio della lunghissima gestazione della sezione Oggettività ha condotto all’analisi del sillogismo nella Scienza della logica e ad un’interpretazione delle direttrici fondamentali che innervano l’intera Dottrina del concetto. |
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Antonio-M. Nunziante Lo spirito naturalizzato. La stagione pre-analitica del naturalismo americano 240 pagine - isbn 978-88-8828-649-5 Euro 25,00 Se è vera l’affermazione di Jaegwon Kim, secondo cui il naturalismo è l’ontologia implicita della filosofia analitica, qui si cerca di sfatare il mito della sua “vaghezza”, ricostruendone i motivi teorici e, insieme, le premesse storiche. Naturalizzare lo “spirito” è, infatti, la grande ambizione dei programmi naturalisti statunitensi degli anni Quaranta, che culmina con la pubblicazione del manifesto ideologico newyorkese di Naturalism and the Human Spirit nel 1944. Tra spostamenti “atlantici”, produzione di retoriche dirompenti e atteggiamenti ideologici nascosti, il naturalismo a stelle e strisce deve parte non marginale del suo carisma filosofico all’idea della impraticabilità di percorsi alternativi sensati. La “razionalità” oggettiva delle procedure esorcizza da allora in poi il timore di tutto ciò che si presenta come “soggettivo”. |
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Sergio Soresi Il soggetto del pensiero. Modi e articolazioni della nozione di pensiero in Hegel 236 pagine - isbn 978-88-8828-645-7 Euro 22,00 La nozione di pensiero è una di quelle nozioni le cui minime variazioni o torsioni non possono che avere forti ripercussioni sull’intero sistema di credenze di cui sono parte e a cui conferiscono orientamento, ed in particolare su ciò che pensiamo costituisca il reale e su ciò che crediamo sia ammissibile come vero o da rifiutarsi come falso. In questo studio, l’autore sostiene un’interpretazione antirappresentazionalista e insieme realista dell’epistemologia hegeliana. In tale prospettiva, da un lato attraverso un’analisi del carattere esplicitativo e trasformativo del sapere filosofico rispetto all’ordine concettuale dell’esperienza, e dall’altro tramite una valorizzazione dell’importanza che la revisione categoriale del sapere empirico assume per la concezione hegeliana della razionalità del reale, l’autore intende l’oggettività del pensiero quale esito sia di un processo ontologico di determinazione graduale del reale, sia di un processo epistemologico di revisione concettuale. Non dunque un dato a priori, ma una struttura costantemente aperta e in divenire. |
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Federica Trentani La teleologia della ragione pratica. Sviluppo umano e concretezza dell’esperienza morale in Kant 176 pagine - isbn 978-88-8828-646-4 Euro 22,00 Questo studio intende fornire un contributo al dibattito sull’ultima fase del pensiero morale di Kant nella sua relazione con gli scritti di fondazione. L’autore propone un quadro unitario che poggia su due elementi di continuità della filosofia pratica kantiana, ovvero l’antinaturalismo metaetico e gli aspetti teleologici del concetto di umanità: da una parte, l’antinaturalismo metaetico è infatti il tema-chiave che fa da sfondo sia agli scritti degli anni ’80, sia alla Metafisica dei costumi (1797); dall’altra, il concetto di umanità come fine in sé attraversa le opere di Kant acquisendo un significato sempre più complesso, un significato che si lega all’idea di uno sviluppo progressivo della sfera dell’umano. Il terzo nodo concettuale intorno a cui ruota l’interpretazione proposta concerne la concretezza dell’esperienza morale: questo è infatti il nuovo ambito problematico che Kant affronta nella Dottrina della virtù e che costituisce un vero e proprio ampliamento della prospettiva adottata nelle opere precedenti. |
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Alberto Vanzo Kant e la formazione dei concetti 218 pagine - isbn 978-88-8828-647-1 Euro 22,00 Come formiamo concetti come quelli di albero, di bicicletta e di rosso? Secondo Kant li formiamo compiendo degli atti di comparazione, riflessione ed astrazione sulle informazioni fornite dai sensi. Negli ultimi decenni le teorie della formazione dei concetti come quella kantiana sono cadute ampiamente in discredito non solo tra i filosofi, ma anche tra gli psicologi. Kant e la formazione dei concetti mostra che Kant è in grado di far fronte a queste obiezioni. Il testo sostiene che, secondo Kant, è possibile percepire oggetti senza impiegare concetti; spiega come, a partire da queste percezioni, acquisiamo le categorie e i concetti empirici; ed argomenta che le teorie come quella kantiana - le teorie astrazioniste della formazione dei concetti - sono più difendibili di quanto non si tenda ad assumere. |